Pubblicazioni
Il Ponte Nuovo sul
Navile di Bologna
detto
"Ponte della Bionda"
Autori: Francisco Giordano e Fausto Carpani
Editore: Costa Editore
Il libro lo potete trovare in vendita nelle migliori librerie.
CicloVIA del Navile
dal porto di Bologna a Malalbergo e al Passo Segni
(dalla prefazione al Volume edito da Monte Sole Bike Group)
Percorrere una strada in bicicletta è ancora un modo per muoversi in uno spazio-apesaggio con una felicità di esplorazione diretta, fatta di percezioni e di associazioni cui si aggiunge l'operazione istintiva della memoria a congiungere insieme presente e passato, testimonianze attuali e immagini lontane. Così la scelta di un percorso ciclabile che si affianca al canale Navile dalla città sino allo sbocco del fiume Reno, ripropone alla nostra esperienza moderna la tradizione gloriosa di una via d'acqua medioevale che fu in altri tempi un'arteria importante per traffici e trasporti con una navigazione allacciata al corso del Po e di qui a Venezia e al Mediterraneo. In questo quadro territoriale assume poi un significato primario il segmento tra la città felsinea e Castel Maggiore, ove restano ancora quanto mai visibili i segni di un sistema idraulico ordinato alla navigazione e allo sfruttamento industriale (l'acqua come fonte di energia) fra conche, chiuse e il resto di opifici. E' qui che d'altro canto che si riconosce una caratteristica di Bologna come organismo urbano che sin dal XII sec., derivando le acque dal Reno e dal Savena, introdusse una rete capillare di condotti e canali per azionare le ruote idrauliche di mulini, filatoi, gualchiere e altri complessi produttivi. E proprio con l'occhio a questa peculiarità di "città di acque" (che continuano a scorrere nascoste sotto il manto stradale a svolgere una loro funzione di riequilibrio), l'Istituto per i Beni Culturali in occasione dell'evento di Bologna "città della cultura del 2000" avviò uno studio, con molteplici effetti sull'antico sistema idraulico urbano, così centrale per la storia della nostra regione nel suo rapporto faticoso e tenace con la natura e con le acque spesso ribelli da assoggettare al disegno dell'uomo. Anche la guida che ora si presenta costituisce un capitolo in questo processo di recupero della memoria esatta dei luoghi: occorre solo che il "ciclista" si guardi intorno e interroghi ciò che resta di un passato lontano come inerpretando le pagine di un vecchio libro e del suo lungo, alterno racconto. Non per nulla al Museo del Patrimonio Industriale dell'ex fornace Galotti, già così collaudato e ospitale, si possono aggiungere ora nuovi punti di sosta e di retrospezione, con una nuova vitalità ed un nuovo interesse per uno spazio quotidiano rimasto come ai margini del nostro campo di esperienza quotidiano. Ma il tracciato ciclabile, con la sicurezza che gli viene dall'essere sottratto al rischio del traffico veicolare, consente anche un piacere contemplativo, una visione distesa e tranquilla di scorci tra acque, verde e pietra antica di manufatti e rovine. Con l'aiuto di una fantasia mobilitata dalle sensazioni di un corpo che si muove libero nell'aria il canale riacquista la sua identità, il suo ruolo benefico di mediatore fra città e campagna. Non rimane ora che inforcare la bicicletta e pedalare. Tra escursione e pronta osservazione l'esperimento è oramai messo in moto.
Prof. Ezio Raimondi
Presidente dell'Istituto dei Beni Culturali
della Regione Emilia Romagna
