La nuova commedia: “Via della Grazia 53” - (Int al curtîl di Umili)
Con “Festa di matrimonio” abbiamo ormai superato le 40 repliche in meno di due anni! Non vogliamo parlare di primato, ma si tratta certamente di una cifra di tutto rispetto, soprattutto per una compagnia di nuova formazione che, tra l’altro, non essendo ancora nelle grazie degli addetti ai lavori, è costretta a trovarsi gli spazi per andare in scena, arrivando perfino a prendere in affitto i teatri, con il rischio economico che ciò comporta. Oltre a ciò, ci siamo imposti di mettere in scena solo cose originali, da noi scritte e prodotte, senza ricorrere alle trasposizioni in bolognese di commedie in lingua (anche straniera) e senza pescare nel mare infinito della produzione testoniana. In secondo luogo, abbiamo voluto uscire dal centro storico per raccontare la vita della periferia, identificando nel canale Navile e nei suoi immediati dintorni i luoghi in cui ambientare le nostre storie.
Dopo “Festa di matrimonio”, ecco quindi che ha preso forma “Via della Grazia 53” (Int al curtîl di Umili), ambientata in un grande caseggiato ultrapopolare che sorgeva all’angolo tra le vie Marco Polo e Gagarin, tra la Crécca e I topi grigi, e che oggi non esiste più. Al suo posto, una lunga fila di linde case porticate nelle quali ancora abitano molti antichi residenti della “Pro domo miserorum” o anche “Istituto Cassarini-Pallotti”. Quelle case, nate da un lascito, avevano lo scopo di offrire un tetto temporaneo alle famiglie sfrattate, gli “umili”, appunto. Furono tanti, bolognesi e non, che vi trovarono rifugio momentaneo e che poi, in barba alle disposizioni, la elessero a dimora stabile.
Tra coloro che invece se ne andarono, alcuni scelsero di non allontanarsi troppo, decidendo di rimanere fòra däl Lâm, tra l’Ôca, la Bevrèra e Pscarôla.
La Morena, Sergio, detto Savunatta, Giurgén, Riccardo, detto Chicchi, pittore geniale ed estroverso, e tanti altri ci hanno raccontato com’era la vita agli Umili. Dai loro ricordi è nata l’idea della commedia, che avrebbe potuto essere ambientata in uno qualsiasi dei tanti cortili popolari di Bologna, ma che noi abbiamo voluto ambientare proprio lì. Abbiamo rivestito le loro storie di fantasia, addirittura reinventandole, pur mantenendo alcuni nomi (e soprannomi) originari e cercando di ricreare l’atmosfera che, dai racconti uditi, crediamo si respirasse al di là del cancello su via della Grazia, nei primi anni ’50 del secolo scorso.
Ecco quindi un aereo che precipita alla Beverara, episodio raccontatoci da Annibale Modoni, autore delle musiche di scena, che agli Umili abitò. Ecco apparire ogni tanto una signora giapponese, da noi battezzata “Batterflai” (e non Butterfly...), che agli Umili visse realmente fino agli anni ’70 (chi scrive ebbe modo di vederla). Ecco anche Padre Marella, che agli Umili andava a dir Messa e che, contravvenendo alle disposizioni superiori, battezzava i figli dei cosiddetti “sovversivi”.
La commedia, dopo aver debuttato con grande successo (due “tutto esaurito” al Tivoli), andrà in scena venerdì 9 giugno alle 21 nel cortile del Castello di Bentivoglio (in caso di maltempo o di temperatura rigida, ripiegheremo all’interno del Centro Culturale TeZe, in via Berlinguer). In scena con noi, e questo è motivo di orgoglio, anche il grande Ruggero Passarini, vera icona della Filuzzi bolognese.
Come diciamo sempre: se ciò che vedrete vi piacerà, ditelo in giro.
Se non vi piacerà... stè zétt!
Fausto Carpani
“Via della Grazia 53”
(int al curtîl di Umili)
commedia in due atti in dialetto bolognese
di
Giorgio Giusti e Fausto Carpani
Personaggi e interpreti
Angelo, detto “al masster”, custode: Fausto Carpani
Capinera, funzionario: Roberto Breschi
Argia: Roberta Nanni
Morena: Gloria Pezzoli
Corazza: Luciano Manini
Maccaferri: Oriano Orsi
Il professore: Giorgio Giusti
Sergio, detto Savunatta: Lorenzo Trentini
Oriano, detto Nicotina: Renzo Martini
Serena: Simona Guido
Minarelli, padre di Serena: Ivan Tani
Valter, detto “Grand Hotel”: Ivan Tani
Pia Difossa Chiavèca: Laura Cedrini
Batterflâi, inquilina giapponese: Virginia Veratti
Bròza: Chicchi Chiesi
Ettore, il nuovo custode: Roberto Serra
Tilde, voce fuori campo: Virginia Veratti
con la partecipazione straordinaria di
RUGGERO PASSARINI
nel ruolo di “Mangiàtt”, suonatore ambulante
Musiche originali di: Annibale Modoni e Ruggero Passarini
Violino solista: Cristina Modoni
Scenografia: Paola Forino e Antonio Buatti
Segreteria e amministrazione: Roberta Nanni e Gloria Pezzoli
Collaboratrici alla segreteria: Dina Baraccani, Rosa Paola Baroncini, Morena Pedrini
Assistenti di scena: Virginia Veratti e Laura Cedrini
Suoni, luci, effetti: Augusto Mandrioli, Oriano Rinaldi, Renato Balugani
Costumista: Gabriella Lorenzini Orsi
Collaboratori all’allestimento: Sergio Bettocchi, Chicchi Chiesi
Digitalizzazione musiche e suoni: Ivo Passarini
Fotografo di scena: Claudio Girardi
REGIA di GIORGIO GIUSTI
Era chiamato “gli Umili” un casamento ora scomparso, fuori porta Lame.
Un cortile racchiuso dalle case, quasi un mondo a parte, il cui confine era il cancello su via della Grazia.
Oltre quel confine, tanta dignitosa povertà, tante storie che ci siamo fatti raccontare da chi agli “Umili” ha vissuto parte della propria vita.
Storie che ci è piaciuto rivestire di fantasia, trasfigurandole, addirittura reinventandole, perchè in quel cortile polveroso, come in altri cortili, è andata in scena ogni giorno una grande commedia.
Foto di alcuni momenti
della commedia.